E’ nata a Scansano, nel febbraio 2008 l’Associazione Amatoriale Amici del Morellino che ha come scopo principale quello di aggregare gli appassionati di questo vino e di valorizzarlo nella sua veste di espressione territoriale avendo come riferimento l’uso del vitigno Sangiovese tipico della tradizione storica della zona, proposto o in purezza o abbinato con altri vitigni autoctoni.
Gli associati sono, quindi, veri appassionati di questo vino e di questo territorio e possono essere semplici consumatori o esperti sommelier. In pratica la loro attività consiste nell’organizzare delle cene/degustazioni presso ristoranti di Scansano e nell’occasione effettuano degustazioni alla ceca con 4 morellini proposti dal ristorante stesso.
Assaggiano, quindi, i vini senza sapere in anticipo da quali cantine provengono e, cosa non di poco conto, acquistano i prodotti degustati. Sabato 19 giugno sono stato invitato ad una loro cena particolare, e ho potuto assistere al rito, partecipando alla degustazione. Infatti, in occasione di questa cena hanno premiato i migliori tre Morellini vendemmia 2007 assaggiati durante l’anno, invitando i rispettivi produttori.
E’ stato un evento molto piacevole e una buona occasione per conoscere gli amanti di questo vino e scambiare con loro opinioni sui temi più svariati. Durante la cena, scheda alla mano, abbiamo valutato i quattro vini e abbiamo proceduto, quindi, alla fine ad una vera e propria classifica con voti. Il tutto con l’ausilio di computer e di sistemi statistici di calcolo.
Nonostante l’aspetto amatoriale di questa associazione e il valore simbolico del premio ricevuto, ma forse proprio per questo, rimane il grande piacere di aver visto riconosciuto il proprio lavoro da parte di una associazione che svolge questa attività, senza fine di lucro, per il piacere e per passione verso questo vino e il suo vitigno principale: il Sangiovese.
Colgo l’occasione per ringraziare l’Associazione per l’inaspettata sorpresa e tutti gli Amici del Morellino.
E’ già da tre anni che esiste il Parco eolico Poggi Alti qui a Murci, proprio sopra Poggio al Toro. Già…, pochi chilometri sopra la mia testa, dal 2007, sorge il parco eolico più grande della Toscana e ancora non ho pensato di dedicargli qualche riga sul mio blog.
Prima Dopo
Ho deciso di farlo oggi perchè mi sto accingendo a costruire un impianto fotovoltaico da 8,8 Kw. Parlerò anche di questo non appena ultimato, ma mi piacerebbe aprire un confronto, magari proprio su questo blog, sull’argomento. Mettendo a confronto esperienze di altre persone che hanno già fatto questa scelta e magari coinvolgendo coloro che producono e installano impianti. Prezzi, rese, opportunità e rischi.
Dicevo del Parco eolico…Come molti sapranno ci sono state alcune polemiche durante la fase di costruzione. Ricorsi al TAR, associazioni ambientaliste a favore (Legambiente) e associazioni contro (Italia Nostra). La popolazione locale nel suo complesso non si è schierata contro. In un caso, in particolare, una pala “è finita” troppo a ridosso di un’abitazione e spero si trovi al più presto una soluzione.
Personalmente la mia convivenza con il “Parco” è di buon vicinato. L’attività della mia azienda, soprattutto quella relativa all’accoglienza, non ne ha risentito negativamente e direi addirittura che i miei clienti, per raggiungere l’agriturismo ci passano proprio sotto, trovano di solito interessante vedere cosi da vicino questa struttura.
Abituati a sentire parlare o a leggere sempre più spesso di fonti di energia rinnovabile è comunque suggestivo poter passare attraverso le torri eoliche e poter valutare di persona l’impatto ambientale. Per giudicare poi personalmente.
Intanto però, aggiungo io abbastanza incomprensibilmente, l’amministrazione locale non incentiva, a livello privato, questo tipo di energia, fissando un tetto di 12,5 mt. di altezza massima (insufficiente per una resa ottimale) per chi volesse erigerne per proprio conto una. Va detto, inoltre, che non più di un anno fa, quando mi recai a parlarne in comune, anche il fotovoltaico era consentito in maniera restrittiva. Per l’esattezza davano l’autorizzazione solo a impianti per auto-consumo e comunque non superiore ai 20 Kw.
Poi è intervenuta la circolare ministeriale (n.32/E del 6 luglio 2009 dell’agenzia delle entrate) che comparava la produzione di energia rinnovabile ad attività agricola e il Comune si è adeguato, permettendo impianti fino a 200 Kw. In realtà, come spesso avviene, muovendosi in ritardo e costringendo coloro che avevano intenzione di predisporre un impianto prima della fine 2010 (termine utile per rientrare nel conto energia con gli incentivi attuali) a corse contro il tempo e contro una burocrazia di stile borbonico. E si sa che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi!
Capisco che sono tanti gli argomenti di cui vorrei parlare e forse sarebbe meglio suddividerli in più articoli, ma assisto ad un assalto alla diligenza spesso scomposto e caotico. Prezzi di impianti al Kw in continuo cambiamento, amministrazioni comunali (parlo di comuni confinanti con meno di 5000 abitanti) che interpretano la legge in maniera diversa, discriminando cittadini nella possibilità di usufruire di uguali opportunità di finanziamenti e contributi solo per il fatto di appartenere ad un comune piuttosto che un altro. Finanziamenti pubblici decisi a livello locale, diversi (ancora una volta) da comune a comune.
Un gran caos insomma e forse ancora una mancata occasione per predisporre una politica nazionale omogenea e a lungo termine per un settore così strategico come quello energetico. Poche idee ma confuse, mi verrebbe da aggiungere. Inoltre, una possibilità, che se fosse ben gestita, potrebbe rappresentare un importante sostegno al comparto agricolo che vede dinanzi a se e sempre più da vicino il baratro.
Una domanda! C’è qualcuno che si prenda la briga di fare un calcolo di quanti Kw si potrebbero produrre in Italia da oggi a dieci anni con le fonti rinnovabili, utilizzando gli attuali incentivi, contributi pubblici. Aggiungendo magari eventuali incentivi simili previsti per il nucleare? A quale % si arriverebbe rispetto al fabbisogno nazionale? Quale sarebbe il beneficio per il settore agricolo e per tutto l’indotto. Quali potrebbero essere i benefici per i cittadini rispetto al costo delle bollette elettriche e quali i benefici per l’ambiente?
Se c’è qualcuno con delle risposte mi piacerebbe ascoltarlo.
Una buona occasione per assaggiare il Morellino 2008 Poggioaltoro, ma non solo……un’ottima rassegna di vini naturali prodotti da vignaioli con piccole produzioni.
Avevamo espresso all’inizio, insieme ai miei enologi, alcune perplessità sul risultato finale per una serie di motivi, soprattutto rispetto alla parte tecnica.
La necessità di dover ricorrere a filtrazioni al carbone o all’utilizzo di bentonite per correggere il colore, ci lasciava perplessi. Incertezze sul bouquet e in generale sulla strutture organolettica. Dubbi, insomma, che ci siamo portati appresso sin dall’inizio, ma che “mandimmano” (alla maremmana) si sono fugati con nostra piacevole sorpresa.
Abbiamo fatto assaggiare il nostro bianco ad amici, in occasione di una cena quì a Poggioaltoro. Cena a base di verdure dell’orto (in particolare un potage di porri e patate) e verdure spontanee di campo (rapestrelli ripassati e cicoria ripassata con pomodoro). Come antipasto un fritto, in pratica una pastella a base di uova, farina e salvia. Scusate la digressione momentanea, ma quando si parla di cibo mi faccio prendere volentieri la mano.
Il risultato ci ha lasciati molto soddisfatti, quì possiamo solo farvi vedere alcune foto (non d’autore sicuramente) del risultato “quasi-definitivo”. Aromi e gusti posso solo descriverli purtroppo, rimandandovi ad una successiva degustazione; alla quale (lo dico sin d’ora) siete tutti invitati con “pernottamento gratuito”.
Al naso potrete sentire un inaspettato ed elegante aroma di sidro e in generale molta frutta, per me - non sono un sommelier - potrebbe ricordare addirittura un vino del trentino.
In bocca, con i suoi 12 gradi, è piacevole e sicuramente non impegnativo, ma lascia la voglia di riprovarlo non appena riposato il bicchiere sul tavolo. Un finale piuttosto breve, conseguenza di una raccolta precoce per non comprometterne il colore, conclude l’assaggio.
Ecco, in conclusione, posso dire che da oggi (ma devo ancora imbottigliarlo dopo averlo filtrato) abbiamo anche un bianco: il nostro “Ex Rubro”.
P.S.: saremo felici di ospitare , con pernottamento in azienda gratuito, chi fosse interessato ad assaggiare questo vino (contattateci via mail facendo riferimento a questo articolo).
Riguardando su YouTube alcuni video alla voce Poggio al Toro ho ritrovato questo girato a suo tempo dalla Solita Ale (Alessandra Rossi per chi non la conoscesse già). Riproduco pari pari la didascalia riportata sul video:
“Erano in giro per le macchie di Scansano, questa comitiva di romani in festa per l’imminente matrimonio di Antonio, quando, cammina cammina, trovarono un casolare…
In ricordo di una splendida domenica pomeriggio in Maremma, auguri da Poggio al Toro.”
Approfitto per salutare Antonio e tutto il gruppo di amici sperando di riavervi nostri ospiti presto.