29 settembre a tavola con Poggioargentiera
Ringrazio Gianpaolo Paglia, di Poggio Argentiera, per l’occasione che ci ha regalato.
Per chi non fosse al corrente dell’iniziativa (tasting panel archive | Poggio Argentiera) il produttore di Poggio Argentiera, Gianpaolo Paglia appunto, ha inviato ad un Panel Test di 100 persone (amici, consumatori, operatori del settore, etc, etc) i propri vini per raccoglierne i giudizi.
Tra questi fortunati c’ero anch’io e l’occasione per assaggiare i suoi vini è capitata ieri in azienda da me.
Il corriere, con il prezioso pacco, arrivato a Murci mi ha contattato chiedendomi la cortesia di appoggiare la spedizione presso il B&B L’Asinovola (http://www.lasinovola.eu), evitando in questo modo di percorrere la strada fino alla mia azienda. Un pò imbarazzato, visto che non conoscevo i proprietari, ho acconsentito.
Quando qualche giorno più tardi sono andato a ritirare il pacco ho avuto modo di conoscere Toni e Daniela, i proprietari, due persone speciali ai quali dedicherò un post qui sul mio Blog, e li ho invitati da me per degustare i vini insieme. Quale migliore occasione per conoscere due miei colleghi dell’ospitalità in zona.
I ringraziamenti, come dicevo all’inizio, sono sinceri perché il caso ha voluto che grazie ai suoi vini ho avuto modo di conoscere alcuni amici che prima non conoscevo. I vini di Poggioargentiera, quindi, hanno scaldato la serata è offerto un momento di piacevolissima convivialità.
Passiamo dunque ai nostri giudizi sui vini che corrispondono più a sensazioni immediate che a vere e proprie descrizioni dettagliate.
Abbiamo cominciato con i 3 bianchi accompagnandoli con dell’ottimo “Caciocavallo del Monaco” di Vico Equense portato dai miei ospiti, un salame di cinta senese fatto da me e un assaggio di pasta al pesto fatto in casa.
Bianchi
GUAZZA 2007: inizialmente non emerge immediata la mineralità tipica del Vermentino ma piuttosto note floreali (pesca?) e vegetali. In bocca è semplice poco persistente ma con una buona acidità, una buona scelta per cominciare. Da provare con una frittura di pesce.
FONTE 40 2007: aromi e colori più marcati rispetto al Guazza. La forte presenza di Co2 forse finisce per coprire i tipici aromi dei vitigni presenti. Per Daniela il migliore fra i tre assaggiati anche per la persistenza. Sarei curioso di riprovarlo fra un po’.
ALTURE 2007: offre bene le tipicità del Souvignon (chiaro l’aroma di pipì di gatto) e noance verdi. buona la mineralità e l’equilibrio acidità/Co2. Mi ha colpito la nota di anice e come produttore ho apprezzato la lavorazione sulle fecce nobili (nota boisè).
Passiamo ai 3 rossi accompagnati da una amatriciana con guanciale di cinta senese, sempre preparata dal sottoscritto.
Rossi
PRINCIPIO 2007: è la prima volta che assaggiavamo un Ciliegiolo in purezza e quindi difficile il confronto con le tipicità di questo vitigno. Bel colore, molto ricco al naso con amarena e frutta rossa a volontà. In bocca non raggiunge una perfetta armonia tra la frutta promessa e i tannini ancora un pò giovani. Credo che una buona attesa porterà cose buone a questo vino che comunque rimane una sorpresa per chi intende approfondire questo vitigno.
MAREMMANTE 2007: l’idea di unire Syrah e Alicante mi ha intrigato e il nome non è da meno. Bello il colore. Al naso ho colto subito note erbacee (cicoria) e meno spezie, che però poi via via sono arrivate. Forse un ph elevato e forse uno scarso arieggiamento non ci hanno permesso di capirlo fino in fondo. Voglio riprovarlo!
CAPATOSTA 2006: eravamo tutti curiosi di assaggiare il vino più conosciuto di Poggioargentiera. Il colore, come per gli altri rossi, è intenso. Appena aperto, purtroppo non abbiamo aspettato, il primo impatto è stato con il legno. Al naso solo con il tempo, e ne ha veramente bisogno, si è raggiunto l’equilibrio con la frutta, in bocca non ancora molto bilanciato. Di fatto un vino così strutturato appartiene di diritto al mondo delle “Riserve” e come tale, ritengo, sia veramente troppo presto dare un giudizio oggi. Aspettiamo!










