1 aprile 2010

Parco eolico Poggi Alti a Scansano – Energie Rinnovabili

E’ già da tre anni che esiste il Parco eolico Poggi Alti qui a Murci, proprio sopra Poggio al Toro. Già…, pochi chilometri sopra la mia testa, dal 2007, sorge il parco eolico più grande della Toscana e ancora non ho pensato di dedicargli qualche riga sul mio blog.

                 

Prima                                                                                                    Dopo

Ho deciso di farlo oggi perchè mi sto accingendo a costruire un impianto fotovoltaico da 8,8 Kw. Parlerò anche di questo non appena ultimato, ma mi piacerebbe aprire un confronto, magari proprio su questo blog, sull’argomento. Mettendo a confronto esperienze di altre persone che hanno già fatto questa scelta e magari coinvolgendo coloro che producono e installano impianti. Prezzi, rese, opportunità e rischi.

Dicevo del Parco eolico…Come molti sapranno ci sono state alcune polemiche durante la fase di costruzione. Ricorsi al TAR, associazioni ambientaliste a favore (Legambiente) e associazioni contro (Italia Nostra). La popolazione locale nel suo complesso non si è schierata contro. In un caso, in particolare, una pala “è finita” troppo a ridosso di un’abitazione e spero si trovi al più presto una soluzione.

Personalmente la mia convivenza con il “Parco” è di buon vicinato. L’attività della mia azienda, soprattutto quella relativa all’accoglienza, non ne ha risentito negativamente e direi addirittura che i miei clienti, per raggiungere l’agriturismo ci passano proprio sotto, trovano di solito interessante vedere cosi da vicino questa struttura.

Abituati a sentire parlare o a leggere sempre più spesso di fonti di energia rinnovabile è comunque suggestivo poter passare attraverso le torri eoliche e poter valutare di persona l’impatto ambientale. Per giudicare poi personalmente.

Intanto però, aggiungo io abbastanza incomprensibilmente, l’amministrazione locale non incentiva, a livello privato, questo tipo di energia, fissando un tetto di 12,5 mt. di altezza massima (insufficiente per una resa ottimale) per chi volesse erigerne per proprio conto una. Va detto, inoltre, che non più di un anno fa, quando mi recai a parlarne in comune, anche il fotovoltaico era consentito in maniera restrittiva. Per l’esattezza davano l’autorizzazione solo a impianti per auto-consumo e comunque non superiore ai 20 Kw.

Poi è intervenuta la circolare ministeriale (n.32/E del 6 luglio 2009 dell’agenzia delle entrate) che comparava la produzione di energia rinnovabile ad attività agricola e il Comune si è adeguato, permettendo impianti fino a 200 Kw. In realtà, come spesso avviene, muovendosi in ritardo e costringendo coloro che avevano intenzione di predisporre un impianto prima della fine 2010 (termine utile per rientrare nel conto energia con gli incentivi attuali) a corse contro il tempo e contro una burocrazia di stile borbonico. E si sa che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi!

Capisco che sono tanti gli argomenti di cui vorrei parlare e forse sarebbe meglio suddividerli in più articoli, ma assisto ad un assalto alla diligenza spesso scomposto e caotico. Prezzi di impianti al Kw in continuo cambiamento, amministrazioni comunali (parlo di comuni confinanti con meno di 5000 abitanti) che interpretano la legge in maniera diversa, discriminando cittadini nella possibilità di usufruire di uguali opportunità di finanziamenti e contributi solo per il fatto di appartenere ad un comune piuttosto che un altro. Finanziamenti pubblici decisi a livello locale, diversi (ancora una volta) da comune a comune.

Un gran caos insomma e forse ancora una mancata occasione per predisporre una politica nazionale omogenea e a lungo termine per un settore così strategico come quello energetico. Poche idee ma confuse, mi verrebbe da aggiungere. Inoltre, una possibilità, che se fosse ben gestita, potrebbe rappresentare un importante sostegno al comparto agricolo che vede dinanzi a se e sempre più da vicino il baratro.

Una domanda! C’è qualcuno che si prenda la briga di fare un calcolo di quanti Kw si potrebbero produrre in Italia da oggi a dieci anni con le fonti rinnovabili, utilizzando gli attuali incentivi, contributi pubblici. Aggiungendo magari eventuali incentivi simili previsti per il nucleare? A quale % si arriverebbe rispetto al fabbisogno nazionale? Quale sarebbe il beneficio per il settore agricolo e per tutto l’indotto. Quali potrebbero essere i benefici per i cittadini rispetto al costo delle bollette elettriche e quali i benefici per l’ambiente?

Se c’è qualcuno con delle risposte mi piacerebbe ascoltarlo.

4 marzo 2010

6-8 marzo Castello di Agazzano – Piacenza

Per chi si trovasse dalle parti di Piacenza in queste date sarebbe un piacere incontrarci qui:

Castello di Agazzano

Una buona occasione per assaggiare il Morellino 2008 Poggioaltoro, ma non solo……un’ottima rassegna di vini naturali prodotti da vignaioli con piccole produzioni.

E’ la seconda edizione, la prima per me.

A presto

10 luglio 2009

Giovedì 16 Luglio a Roma

Con gli amici di Vinix e in particolare per iniziativa di Andrea Petrini di Percorsi di Vino ci incontreremo giovedì prossimo 16 luglio al

Circus, Via della Vetrina 15, Roma. Zona Castel S. Angelo
a partire dalle 20,30.
 
Il programma e l’organizzazione li potete seguire quì su Vinix
 
Chiaramente è un occasione per poter assaggiare i miei vini nuovi finalemente….vi aspetto.

21 giugno 2008

Il Crescente Presuntuoso ovvero il Cornetto Pieno – di Matteo Ciaceri

 

Quando ho fame, il cornetto mi piace pieno.

Pieno di crema? No, per carità no!!!  che poi mi viene lo smottamento intestinale.

Lo voglio pieno, ma non cè verso, me lo vogliono dare a tutti i costi vuoto.

Addirittura nei bar lo vendono ufficialmente vuoto.

Pieno di pasta sfoglia, semplicemente pieno di se stesso ovvero presuntuoso, non te lo propongono mai! Te lo vogliono dare o pieno di crema o vuoto.

E poi non si dovrebbe chiamare cornetto, perchè non rappresenta affatto un paio di corna, ma la luna crescente (crescent in inglese e croissant in francese) o mezzaluna, termine con il quale si usa chiamare l’Impero Ottomano per il logo apposto sulla loro bandiera. Il simbolo della mezzaluna venne usato dagli Austriaci quando, per festeggiare il fallito assedio degli Ottomani a Vienna, prepararono un dolce con tale forma. Questo dolce, che in tedesco si sarebbe dovuto chiamare Halbmond, venne denominato dagli ambasciatori, più elegantemente, con la parola francese Croissant.

Ma io non voglio il corno vuoto, voglio il Crescente Presuntuoso!!!

matteo

 

Motocross d’Epoca – Stivali RG cross d’epoca – di Matteo Ciaceri

Stivali  epoca RGStivali epoca RG

Una decina di anni fa passavo per via Francesco Crispi a Roma quando nella vetrina di Morosila , antico negozio di scarpe ora non più esistente, vedo tra mocassini e scarpe fatte a mano, un paio di stivaloni da Motocross. Proprio gli RG che sognavo da sedicenne per la mia Puch 125 MC Regolarità!

Entro di corsa e ne chiedo un paio, misura 45. Spiacenti ma l’unico rimasto è quello in vetrina, misura 43. Affare sfumato.

Alcuni giorni dopo, mio padre dice: “Ho comprato da Morosila un paio di stivali da cross per il compleanno di tuo fratello Vincenzo” (che vive in Maremma e gira con la Yamaha XT per il podere).

Dieci anni dopo chiedo a Vincenzo “…ma gli stivali li usi spesso?”

La risposta è vaga. “Quali stivali? Mai avuti e, se li avevo non li ho mai messi, anzi ora ricordo: li ho buttati quando ho ristrutturato il magazzino, forse no, li ho ancora, forse li ho regalati al fattore, però di sicuro ricordo che se li sono mangiati i topi.”  Amen.

Dico a Vincenzo ”Se ci sono ancora me li regali?”    “Ti regalo gli stivali e tutte le cacche di topo che ci sono dentro!” risponde.

Parto da Roma e vado a Murci, entro nel magazzino, li trovo, li lavo, li provo e…con i calzettoni di cotone mi stanno benissimo, sembrano fatti su misura per me da un calzolaio inglese, come è possibile? anche solo il 44 mi sta stretto?

Forse in quel negozio di scarpe fini del centro non c’èrano finiti per caso…

Forse li aveva ordinati un appassionato straniero di prodotti artigianali italiani e poi non li aveva mai ritirati…

A me è bastato lucidarli con un po’ di olio di vaselina e sono tornati morbidi e lucidi come nuovi.

Anzi sono nuovi. Non li ha mai calzati nessuno tranne me.

matteo

                                                                          

 

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