21 giugno 2008

Motocross d’Epoca – Stivali RG cross d’epoca – di Matteo Ciaceri

Stivali  epoca RGStivali epoca RG

Una decina di anni fa passavo per via Francesco Crispi a Roma quando nella vetrina di Morosila , antico negozio di scarpe ora non più esistente, vedo tra mocassini e scarpe fatte a mano, un paio di stivaloni da Motocross. Proprio gli RG che sognavo da sedicenne per la mia Puch 125 MC Regolarità!

Entro di corsa e ne chiedo un paio, misura 45. Spiacenti ma l’unico rimasto è quello in vetrina, misura 43. Affare sfumato.

Alcuni giorni dopo, mio padre dice: “Ho comprato da Morosila un paio di stivali da cross per il compleanno di tuo fratello Vincenzo” (che vive in Maremma e gira con la Yamaha XT per il podere).

Dieci anni dopo chiedo a Vincenzo “…ma gli stivali li usi spesso?”

La risposta è vaga. “Quali stivali? Mai avuti e, se li avevo non li ho mai messi, anzi ora ricordo: li ho buttati quando ho ristrutturato il magazzino, forse no, li ho ancora, forse li ho regalati al fattore, però di sicuro ricordo che se li sono mangiati i topi.”  Amen.

Dico a Vincenzo ”Se ci sono ancora me li regali?”    “Ti regalo gli stivali e tutte le cacche di topo che ci sono dentro!” risponde.

Parto da Roma e vado a Murci, entro nel magazzino, li trovo, li lavo, li provo e…con i calzettoni di cotone mi stanno benissimo, sembrano fatti su misura per me da un calzolaio inglese, come è possibile? anche solo il 44 mi sta stretto?

Forse in quel negozio di scarpe fini del centro non c’èrano finiti per caso…

Forse li aveva ordinati un appassionato straniero di prodotti artigianali italiani e poi non li aveva mai ritirati…

A me è bastato lucidarli con un po’ di olio di vaselina e sono tornati morbidi e lucidi come nuovi.

Anzi sono nuovi. Non li ha mai calzati nessuno tranne me.

matteo

                                                                          

 

James Motorcycles – di Matteo Ciaceri

Michele Ciaceri - Modica - anni 20 del Novecento

Michele Ciaceri con la sua  James bicilindrica a V probabilmente 500 cc. – Modica 1920 circa

Notare la fondina fissata al manubrio contenente probabilmente una Smith & Wesson 32, indispensabile per difendersi dagli attacchi dei cani .

Interessanti sono anche il cerchio-tamburo per il freno a pattino posteriore, la lunga leva del cambio a mano sulla destra del motore, il sellino molleggiato (telaio senza ammortizzatori), la cartellina-carter per la presa di forza della dinamo (che si intravede dietro il cilindro posteriore), il cavo flessibile che parte dal carter-motore (contagiri), le valvole laterali tipo il motore Godevil della più famosa Jeep Willys, vari manettini sul manubrio per regolare anticipo e carburazione, la leva Kickstarter non pieghevole, il doppio cavalletto su ambo le ruote. Apparente assenza di fanale (forse nascosto dietro la bandierina)

Accessori indispensabili per una guida sicura sulle strade siciliane dell’epoca :

  • Occhialoni per le alte velocità
  • Potente tromba a peretta per annunciarsi all’ingresso dei villaggi
  • Bandierina del Regno Sabaudo per non essere scambiati per Foresti

Un salto in farmacia per il pieno di benzina e via a mangiar polvere!

matteo

31 maggio 2008

Restauro suzuki LJ80 – di Matteo Ciaceri

 Questa è la  prima  delle mie  due suzuki LJ80 (versione LJ80 Q, cioè con portiere di metallo e riscaldamento) durante le fasi del reastauro.

Prima del restauro

Così l’ho trovata a Contigliano vicino Rieti. (il KTM 125 in primo piano non era in vendita purtroppo ). L’hardtop è artigianale in lamiera zincata.

prima - vano motore lato campana frizione.

Questo era il vano motore (lato campana frizione)

prima - vano motore

Lato radiatore

 dopo - motore in rodaggio

Lo stesso vano motore quattro mesi dopo (km 0). Opera del bravissimo e geniale Cristian, che lo ha rifatto testa -piedi.

In maremma per il rodaggio.

Cerchioni originali da 15 pollici versione per la Spagna senz foro per la regolazione pistoncini freni. Gli specchietti sono della Giulia Alfaromeo

La seconda LJ80 (in attesa di restauro), versione LJ80 Torpedo (per i paesi tropicali), di fabbrica usciva con tettuccio e portiere di tela, senza riscaldamento. Quì con un hardtop Fourweeler Italiana Torino del 1980, cerchi originali da 16 pollici , un Bullbar presumo non originale, gli specchietti del Fiorino 127 Fiat ei parafanghini laterali  non originali tipo RangeRover.

matteo