19 maggio 2009

Martinacci in umido

In effetti essere il titolare di un agriturismo è un’attività che offre dei privilegi. Stare a contatto con ospiti e condividerne i momenti di relax che questa attività offre, spesso vuol dire conoscere gente molto piacevole e a volte addirittura stringere vere e proprie amicizie.

Questo è capitato con alcuni dei nostri ospiti che, quando possono, tornano a trovarmi per il piacere di entrambi. Si finisce per scambiarsi molte informazioni e a volte, come in questo caso, anche ricette.

Avevo pensato di aggiungere sul blog, una categoria dedicata alle ricette di Poggio al Toro. Poi per un motivo o un altro ho sempre rimandato. Approfitto, quindi, dell’occasione offertami da Michele e Alessia che, in occasione del loro soggiorno, durante un bicchiere di rosato ed uno di Morellino mi hanno fatto dono di questa ricetta che ho deciso di pubblicare.

MARTINACCI IN UMIDO*

 

Prendere le chiocciole (martinacci) e metterle in un catino di plastica con della segatura (o semola di grano) per 3/4 giorni per farle spurgare, dopodichè lavarle bene.

Prendere una pentola grande piena di acqua salata, portarla ad ebollizione e quindi metterci dentro le chiocciole e farle scottare per circa 30 minuti: poi scolarle.

Nel frattempo preparare in un tegame un battuto di cipolla e sedano abbondanti, prezzemolo, carota (poca), rosmarino e salvia e far rosolare bene il tutto in olio d’oliva aggiungendo anche un po’ di sale (ricordandosi che abbiamo già salato l’acqua della scottatura), noce moscata e peperoncino.

Quando è ben rosolato aggiungere del pomodoro passato (pelato) in base alla quantità delle chiocciole, ma comunque sempre abbondante, dopodichè girare il tutto per circa 10 minuti e mettere le chiocciole ,aggiungiamo del brodo (di carne o vegetale) e facciamo bollire il tutto per circa 90 minuti, aggiungendo altro brodo all’occorrenza.

Dopo 90 minuti assaggiare una chiocciola, se è cotta al punto giusto (ricordarsi che restano sempre un po’ al dente come quelle di mare) spengere il fuoco facendo attenzione a far ritirare bene il sugo e …..buon appetito.

*Ringrazio Michele e Alessia per avermi svelato i segreti di questa ricetta tipica fiorentina e soprattutto per averne autorizzato la pubblicazione.

6 maggio 2009

Terroir Vino 2009. La mia prima volta

Quest’anno non ho partecipato al Vinitaly. In realtà non ho partecipato a nessun evento fieristico e/o promozionale per diversi motivi . Un’operazione al ginocchio e altre ragioni, sempre più o meno personali, mi hanno tenuto impegnato su altri fronti.

Per dirla tutta sono andato come turista a Verona e devo dire che per la prima volta mi sono gustato il Vinitaly, veramente. Visto che ci stavo ho fatto una capatina anche a  “Vino Vino Vino”  a Villa Boschi (nelle vicinanze di Verona), organizzato da Gruppo Vini Veri e La Renaissance du Terroir. Si tratta, per chi non lo sapesse, della manifestazione “antagonista” al Vinitaly,  dove espongono i produttori bio e biodinamici (tripla A compresi). Ho saltato “Villa Favorita” e la terrò per la prossima volta, ma sono stato molto contento di poter girellare,  assaggiare vini e conoscere produttori che altrimenti avrei perso.

Ma veniamo a noi! Dopo aver mandato - circa un anno fa -  il mio vino in degustazione a Tigulliovino.it, sono stato invitato a partecipare alla quinta edizione della manifestazione che ogni anno si tiene a Genova  (esattamente presso il bellissimo Palazzo Ducale), appunto: Terroir Vino - ovvero L’incontro tra vino, persone e web -.

Terroir Vino, per chi non si intende di queste cose, è l’evento annuale organizzato dalla commissione degustatrice di TigullioVino.it, online magazine italiano dedicato al mondo del vino a partire dall’aprile del 2000. Ma soprattutto c’è Filippo Ronco, vero motore trainante e organizzatore dell’evento (non me ne voglia a male, visto il carattere riservato e discreto, se spendo qualche parola a suo merito).

Filippo l’ho conosciuto attraverso vinix di cui è l’ideatore, webmaster e quant’altro. Insomma una vita dedicata alla causa dell’interazione tra vino e web e che ha finito per coinvolgere tante persone, mettendole in contatto e creando rapporti professionali e personali attraverso i suoi network.

Così, per arrivare al succo di questo post, quest’anno parteciperò solo al sudetto evento dove mi troverete alla postazione 66 (bel numero peraltro), area toscana – naturalmente.  La novità, per quanto mi riguarda, sarà l’entrata in società del mio nuovo IGT toscana: il 900 Ceppi.

900 Ceppi

Un anteprima assoluta che non cambierà nulla (….per i momento s’intende…) nel grande scenario nazionale ed internazionale dei vini, ma che per il sottoscritto rappresenta pur sempre una bella soddisfazione! 

eti-990-ceppi-copia

A questo punto non mi rimane che congedarmi da quanti leggeranno questo post, con l’augurio di vedervi e magari conoscerci per la prima volta a Genova il 15 Giugno.