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Morellino di Scansano - Azienda agricola Biologica Poggio al Toro



Vincenzo Ciaceri in cantina

Vincenzo in cantina controlla una vasca

Terminati gli studi di filosofia e lasciata la città, Roma, dopo un breve periodo lavorativo che mi ha portato a girare il mondo e a conoscere le coraggiose sfide delle piccole e medie imprese italiane sui mercati internazionali, ho deciso di trasferirmi - armi e bagagli - in Maremma, insieme a tutte le esperienze acquisite. Lo scopo doveva essere un progetto a lungo termine i cui confini, allora come oggi, non potevano essere chiaramente definiti.

La riscoperta di cose semplici, essenziali, originali, un grande interesse per i temi ambientali, i diversi modi possibili di interpretare l’agricoltura: hanno determinato la volontà di trasferirmi in quest’azienda ormai abbandonata e ricominciare da zero un piano di ripresa della produzione. La consapevolezza di un’impresa estremamente impegnativa mi ha definitivamente convinto: la sfida era servita.

Vasile sul trattore nella vigna del Morellino

Vasile nella vigna del Morellino

Dopo una serie di considerazioni e di studi ho scelto il metodo biologico per le mie coltivazioni. Da queste parti una scelta abbastanza condivisa. Le aziende in questa parte della maremma, infatti, sono estese e la presenza di grandi zone boschive garantisce alla flora e alla fauna locale di vivere in un perfetto ecosistema, turbato da pochi agenti inquinanti. La scarsissima presenza dell’uomo, d'altronde, contribuisce a tutto ciò.

I luoghi e gli incontri, in questi casi si sa, fanno la differenza e la buona sorte è stata generosamente dalla mia parte, in entrambi i casi. La presenza in un “genius loci”, nel quale era chiaramente possibile ottenere ottimi vini (convinzione questa già appartenuta agli etruschi) e l’incontro con due giovani enologi, Filippo Artini e Dario Parenti - con esperienze in grandi e piccole cantine in Italia e all’estero e una grande attenzione all’innovazione - sono state le premesse necessarie per avviare un progetto di riconsiderazione del vino che si produce in queste zone.

Il “Morellino di Scansano”, infatti, viene considerato ormai da un po’ di tempo, secondo me impropriamente, la nuova frontiera rispetto ai “ grandi Toscani”. Sicuramente, da un punto di vista commerciale, il Morellino ha rappresentato in questi ultimi anni una bella novità, ma vengono a volte dimenticate le antiche origini etrusche che pochi altri vini possono vantare.

Ho ripreso a studiare e a girare, questa volta per cercare di conoscere e scoprire con grande umiltà i segreti del vino. Ho provato a mettere a confronto diverse tecniche tradizionali e innovative. Ho ascoltato le teorie più conservatrici e appreso le tecniche all’avanguardia del Nuovo Mondo.

Maria, moglie di Vasile si occupa della nostra cucina

Maria, governante e ... cuoca insostituibile

Mantenendo alcuni punti fermi irrinunciabili come il rispetto dell’ambiente e la salute dell’essere umano, ho cercato di capire come arrivare ad un vino che assomigliasse per identità e carattere al produttore, mantenendo saldi gli aspetti di tipicità di un territorio così selvatico e di vitigni tanto irriducibili.

E’ a questo punto che mi sono ricordato la frase studiata durante i miei anni universitari: “siamo nani sulle spalle di giganti”. E’ stato sorprendente verificare come l’innovazione nasca dalla tradizione. Dal legame, quindi, tra questi due aspetti che non si escludono, ma piuttosto s’inseguono. Come un nano che, arrampicandosi faticosamente sulle spalle del gigante, può vedere ancora più lontano. Questo, dunque, il significato della frase, che si fa risalire a Bernardo di Chatres. Un elogio della Tradizione come continuo divenire, che rende grande il Presente grazie al Passato.

Maria, moglie di Vasile si occupa della nostra cucina

Dario e Filippo i nostri due (bravi) enologi


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